Il fondo per il microcredito alle PMI è gestito direttamente dal ministero dello sviluppo economico. In attesa che il Mise dirami disposizioni operative e modulistica, la Fondazione Studi ha approfondito il tema del fondo di garanzia per il microcredito. Sembra che il giorno 13 Aprile sia disponibile la procedura definitiva.

Spieghiamo bene il microcredito:

microcreditoPresso il ministero dello sviluppo economico è stato aperto un fondo dove sono confluite le donazioni volontarie del gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle (10 milioni di euro) oltre a 30 milioni di euro stanziati dal ministero, per un totale di 40 milioni di euro.

Questi soldi servono a garantire prestiti a soggetti che altrimenti non avrebbero i requisiti per accedere al credito, sia in termini di reddito, sia di garanzie reali. I prestiti sono finalizzati all’apertura di una nuova impresa o a sostenere una piccola impresa aperta da meno di 5 anni e con meno di 5 dipendenti.

Il fondo garantisce l’80% del capitale erogato, per cui, facendo un calcolo, con 40 milioni di euro possono essere erogati 2.000 finanziamenti da 25.000 euro ciascuno, per un totale di 50 milioni. Il fondo però non si esaurisce, se non per mancato recupero dei crediti, dopo un anno possono essere erogati altri 280 prestiti da 25.000 euro. Per essere esatti i primi anni probabilmente il reintegro del capitale sarà minore a causa degli interessi più elevati, ma questo da l’idea del funzionamento. C’è quindi un effetto moltiplicatore dei benefici del fondo in quanto appunto non si tratta di una erogazione a fondo perduto, ma un fondo di garanzia.

Il tasso di interesse è allineato allo standard di mercato, l’agevolazione stà nel fatto di non richiedere garanzie e quindi di permettere l’accesso al credito a chi non avrebbe i requisiti a causa di reddito insufficiente e/o mancanza di garanzie reali, da non confondere con una agevolazione sul tasso di interesse. Un grande aiuto concreto a chi è in queste condizioni, infatti uno dei grossi problemi attuali dei piccoli imprenditori o per chi voglia sviluppare una piccola attività è proprio la difficoltà per l’accesso al credito.

La procedura per l’assegnazione sembra sia semplice e non deve passare da soggetti mediatori come le associazioni di categoria o aziende dedite a gestire i finanziamenti pubblici, che innesca sempre un po’ dei soliti meccanismi clienterali. E’ solo prevista l’assistenza di un consulente del lavoro che, per la presentazione della pratica, dovrebbe evitare di chiedere parcella. Il suo tornaconto dovrebbe risiedere nella possibilità di fare un nuovo cliente.

In attesa del 13 Aprile, data nella quale si dovrebbero avere le procedure definitive, potete scaricare il documento  Approfondimento_FS_31032015_Microcredito della fondazione studi aggiornato al 31/03/2015, che è una versione aggiornata rispetto a quello cha avevamo pubblicato in precedenza.

 

 

 

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail