Come di consueto, anche quest’anno esponiamo un’illustrazione del bilancio della Belvedere spa, la partecipata del comune di Peccioli che gestisce la discarica di Legoli, che incide sensibilmente sulla realtà pecciolese economicamente, culturalmente e da un punto di vista ambientale.
L’intento è quello di fornire fornire a chiunque sia interessato, una più facile lettura dei parametri macro-economici di questa società rispetto ad un bilancio analitico completo.
Solo con una maggiore conoscenza possono essere affrontati dibattiti costruttivi che possono portare a nuove visioni per un futuro diverso, migliore e più sostenibile.

Il fatturato

Il fatturato 2016 segna un vero e proprio record e raggiunge quota 32.196.000 €. Questo è dovuto sia ad un aumento della quantità di rifiuto conferito che ha portato 19.806.000 € di ricavi e dal trattamento TMB che ne aggiunge altri 10.827.000€.
Le altre attività di smaltimento compost e di produzione energia calano drasticamente, ma la loro incidenza sul fatturato globale è sempre stata minimale.

Utili e canone al comune di Peccioli

Parallelamente all’aumento del fatturato cresce il canone dovuto al comune di Peccioli che per il 2016 raggiunge quota 12.250.000€. Anche gli utili crescono e si attestano a 4.726.013 €.

Calcolando che il Comune di Peccioli beneficia del 64% circa del dividendo sugli utili, la cifra complessiva dell’esercizio 2016 destinata alle casse comunali, sommando il canone e gli utili delle azioni, supererà i 15 milioni di euro.

Indebitamento

I dati relativi all’indebitamento finanziario subiscono una brusca variazione in positivo poiché sono condizionati da una grossa disponibilità di cassa (oltre 17 milioni di euro) dovuta in buona parte ad un debito di oltre 15 milioni di euro verso il Comune di Peccioli.

La posizione finanziaria netta non contempla infatti i crediti/debiti commerciali, capitolo in cui è iscritto a bilancio il debito verso il comune di Peccioli. La cifra riportata sul grafico è esattamente quella scritta a bilancio, ma per essere maggiormente esaustivi è necessario aggiungere altre informazioni, altrimenti così esposta potrebbe portare a credere che sia stato risolto tutto l’indebitamento di Belvedere, quando invece non è proprio così.

I debiti a lungo termine per mutui bancari sono 13.827.000€, diminuiscono complessivamente di circa 1,7 milioni di euro rispetto al bilancio 2015 (erano 15.542.000€). Per informazione nel 2016 è stato acceso un nuovo mutuo dell’importo di 4.166.000€.

Il debito verso gli obbligazionisti di “un ettaro di cielo” rimane pressoché invariato a 745.000€, mentre il debito obbligazionario residuo “Belvedere spa” di 1.610.000€ viene completamente estinto.

Quindi l’ammontare dei debiti per mutui ed obbligazioni è complessivamente migliorato di 3,3 milioni di euro, un dato positivo, ma non di 14 milioni di euro come superficialmente poteva essere dedotto dal grafico.

Riguardo al debito commerciale di 15.682.000€ nei confronti del comune di Peccioli c’è da notare una cosa:

  • Belvedere non eroga alcuna somma al Comune di Peccioli a titolo di anticipazione del canone durante l’esercizio corrente (per lo meno negli ultimi due anni che abbiamo verificato).
  • Il debito residuo eccede di circa 3,4 milioni di euro l’importo del canone 2016, quindi sembra che parte del canone del 2015 (di complessivi 6,3 milioni di euro circa) non sia stato pagato al Comune di Peccioli durante tutto il 2016.

Capitale netto

Il capitale netto della Belvedere spa è di 39.088.011€.

Partecipate

Con l’assemblea straordinaria dei soci tenuta il 16 Ottobre 2016 sono state accorpate all’interno di Belvedere s.p.a. le società Porta Valdera srl e Fondi Rustici s.p.a ormai già detenute in quota 100% dalla Belvedere stessa.
I risultati delle partecipate sono i seguenti:

Società

Quota %

Risultato

Valdera Case & Casali

34,00%

-€ 5.000,00

Istituto prometeo

18,00%

-€ 18.000,00

B&C Granulati Valdera

50,00%

-€ 43.000,00

Italgroup z.o.o

33,90%

-€ 40.000,00

Mentre la società Polacca Italgroup z.o.o. Mantiene la perdita annua costante di 40.000€ circa, B&C Granulati Valdera passa da una perdita media di 200.000€/anno a 43.000€.

Negoziabilità delle azioni

Sopratutto prima dell’ultima riunione degli azionisti del 28 Aprile 2017, siamo stati contattai più volte da piccoli azionisti di Belvedere che ci chiedevano un nostro punto di vista in merito alla difficoltà riscontrata nel liquidare le azioni in loro possesso.

Sulla differenza tra azioni e obbligazioni abbiamo già trattato l’argomento in occasione dell’analisi del bilancio 2015, cercheremo adesso di spiegare meglio il concetto della negoziabilità di un bene come le azioni che dipende dalla nota legge di mercato della domanda e dell’offerta.

Nonostante Belvedere negli ultimi due anni abbia guadagnato quote del proprio mercato, con conseguente inversione del trend discendente del fatturato e buoni dividendi per i propri azionisti, il problema della difficoltà di poter liquidare le quote detenute dai piccoli azionisti rimane, apparentemente potrebbe sembrare una contraddizione, ma non lo è affatto.

Come evidenzia il bilancio, il core business di Belvedere è rappresentato esclusivamente o quasi dall’attività di smaltimento rifiuti, attività che ha un inesorabile termine temporale, è soggetta a rischi di varia natura durante l’esercizio ed è legata ad un mercato complessivo che è costantemente soggetto ad un trend naturale di diminuzione.

Chi decide di fare un investimento in azioni, sopratutto di questi tempi dove è d’obbligo grande attenzione, cerca di puntare su aziende che hanno un core business duraturo nel tempo e sopratutto che si occupano di tecnologie del futuro. Ha sicuramente più appeal scommettere i propri denari su una buona azienda il cui core business è rivolto ad esempio nelle comunicazioni o nelle energie rinnovabili piuttosto che in una discarica di rifiuti che ha già una lunga storia, probabilmente qualche mutuo di troppo da sostenere, con un management che appare troppo influenzato dagli interessi della politica locale.

Queste considerazioni non generano grandi entusiasmi nei potenziali piccoli investitori che sono proprio quelli che potrebbero acquistare le quote da chi è disposto a venderle, questo spiega perché la domanda di azioni Belvedere è in questo momento molto bassa o pressoché nulla.

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