Molti cittadini chiedono cosa ne dovremmo fare dei rifiuti se non bruciarli negli inceneritori o seppellirli in discarica? Un’altra politica è possibile costruita su:

  • rifiuti zeroPrevenzione
  • Riutilizzo
  • Riciclaggio
  • Smaltimento

discarica-belvedereI cittadini informati e consapevoli non inquinano, basta vedere cosa accade nei comuni su questo fonte virtuosi, così come alle nostre grandi manifestazioni dove oltre l’85% dei rifiuti vengono riciclati o portati al compostaggio. Gli inceneritori aumentano la probabilità di malattie della popolazione ad essi limitrofa, il governo vuole bruciare 1.800.000 tonnellate in più di rifiuti all’anno e nel Piano Nazionale degli Inceneritori ha approvato la costruzione di 8 nuovi impianti!

Non vogliamo che vengano creati ancora nuovi impianti inquinanti, il M5S sta lottando nelle istituzioni e nelle piazze contro questo disegno e per tutelare la salute dei cittadini. I nostri portavoce al Parlamento europeo hanno presentato una interrogazione alla Commissione europea e hanno messo a punto un piano per arrivare all’obiettivo Zero-Rifiuti.

Anche le direttive europee in tema di rifiuti parlano dello smaltimento in discarica o negli inceneritori come ultimo ed estremo atto del ciclo dei rifiuti. Sarà difficile vedere un reale e concreto impegno in questa direzione da chi trae profitti da questi impianti.

Articolo di di Marco Affronte e Piernicola Pedicini, Efdd – Movimento 5 Stelle Europa

“Discarica, inceneritori…c’è solo un modo per non inquinare: smettere di produrre rifiuti. Non lo si potrà fare da un giorno all’altro, perché è un cambiamento culturale enorme e una svolta dal punto di vista dei processi di produzione, ma è l’unico sistema per garantire all’Italia un futuro senza inquinamento. Per risolvere il problema dell’accumulo dei rifiuti è necessario prevenire cioè non produrli più. Invita a farlo anche la Direttiva Europea sullo smaltimento dei rifiuti che impone quest’ordine di priorità per il trattamento dei rifiuti, mettendo al primo posto proprio la riduzione della produzione di rifiuti:

a) prevenzione (non produrre più i rifiuti)

b) preparazione per il riutilizzo

c) riciclaggio

d) recupero di altro tipo (per esempio il recupero di energia)

e) smaltimento.

LA PREVENZIONE – (messaggio ai cittadini)
Tutti i cittadini possono fare qualcosa per affermare la cultura del risparmio energetico e per diminuire la propria impronta ecologica: ridurre gli imballaggi, comprando per quanto possibile prodotti sfusi e riutilizzando i contenitori, evitare l’acquisto di acqua in bottiglia, preferendo quella del rubinetto o i distributori messi a disposizione dai Comuni. Non comprare lamette e prodotti usa e getta. Cercare sempre di riparare ciò che non va, sostituendo un prodotto solo se indispensabile. Comprare il cibo e non sprecarlo. Sono piccoli gesti che – se sommati da tutti i cittadini – possono rappresentare davvero un grande cambiamento culturale.

IL RIUSO – (messaggio alle imprese)
Questo è un punto con il quale è necessario trovare una convergenza con le imprese, anche attraverso leggi ad hoc. I produttori devono favorire questa pratica. Negli ultimi anni troppi oggetti escono dalle fabbriche “saldati”, impossibili da aprire e riparare: non deve essere così: dev’essere possibile sostituire o aggiustare solo ciò che è rotto, riducendo lo spreco di materiali. Lo stesso vale anche per gli imballaggi dei prodotti – ormai parte integrante degli acquisti – che troppo spesso costituiscono un enorme spreco di materiale. Gli imballaggi devono essere ridotti al minimo, devono essere riutilizzabili e scomponibili in componenti riciclabili.

IL RICICLAGGIO – (messaggio ai politici)
Nonostante la percentuale di raccolta differenziata sia in leggero aumento, la media italiana è ancora ferma al 45%. Troppo bassa. Buona parte della responsabilità è da attribuire alla connivenza fra politica e multiutility che restano –  assurdamente – responsabili sia della raccolta differenziata che degli impianti di incenerimento. Ai Comuni non interessa spingere l’acceleratore sulla differenziata, perché altrimenti toglierebbero la materia prima dagli inceneritori, che appartengono a società da loro controllate. Finché questa ambiguità non verrà risolta con una legge che proibisca il conflitto di interessi delle aziende municipalizzate che vincono appalti per la raccolta differenziata nelle città ma che gestiscono anche gli inceneritori… il riciclaggio dipenderà solo dalla buona volontà dei cittadini.

L’ALTERNATIVA AGLI INCENERITORI ESISTE

Bruciare i rifiuti è una pratica contraria all’economia circolare che prevede il recupero e riutilizzo delle risorse. Il Movimento 5 Stelle sta lavorando per affermare un modello economico in cui la produzione di rifiuti è dissociata dalla crescita economica, sulla prevenzione dei rifiuti, sul compostaggio e il riciclo dei rifiuti. Il Movimento 5 Stelle vuole stimolare quelle pratiche virtuose in cui i prodotti sono creati in modo da poter essere riutilizzati, smantellati e riciclati.

La battaglia contro gli inceneritori prevede:

– Introduzione di una tassa per la messa in discarica e l’incenerimento in modo tale da scoraggiare queste pratiche.

– Cancellazione della proposta della Commissione europea di contare il riciclo dei metalli in concomitanza con l’incenerimento nel target di preparazione al riuso e riciclo.

Divieto di uso dei fondi europei per la costruzione di inceneritori e discariche.

Eliminazione dei sussidi dannosi all’ambiente, inclusi i sussidi diretti e indiretti alle fonti fossili, e quelli per gli inceneritori.

– Graduale dismissione di inceneritori e discariche.

LE PROPOSTE M5S
Per raggiungere l’obiettivo di chiudere inceneritori e discariche, il Movimento 5 Stelle propone un percorso che porti all’eliminazione dei rifiuti. Un sogno? No. Ecco come fare:

1. Raccolta separata obbligatoria dei rifiuti: carta, metalli, plastica, vetro, rifiuti organici, legno, rifiuti tessili, da costruzione e demolizione. Inoltre, gli Stati Membri devono promuovere sistemi di separazione dei rifiuti commerciali e industriali.
2. Obiettivi ambiziosi di preparazione al riuso e riciclo dei rifiuti
3. Ridurre i rifiuti alimentari e promuovere la donazione di cibo che non può essere più venduto.
4. Promuovere piani di pre-demolizione per gli edifici.
5. Scoraggiare l’immissione sul mercato di prodotti usa e getta.
6. Obiettivi ambiziosi per la riduzione dell’inquinamento.
7. Estendere il sistema di “paghi quanto butti”.
8. Estendere il sistema di responsabilità estesa del produttore”.

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