inaugurazione_eat_valdera
Foto da quinewsvaldera.it

Questa triste storia inizia il 13 Settembre 2014 quando, alla presenza del sindaco Renzo Macelloni, viene inaugurato un negozio di prodotti alimentari locali realizzato con il contributo europeo di 71.897,36 euro grazie al bando misura 321 “Servizi essenziali per l’economia e la popolazione rurale” Sottomisura B “Servizi commerciali in aree rurali” del piano di sviluppo Rurale PSR.

Il negozio ha chiuso i battenti il 6 Agosto 2016, dopo due anni scarsi di attività, contravvenendo al vincolo di mantenere la funzionalità di quanto finanziato per 5 anni richiesto all’articolo 9.16 del bando. Questa sembra essere solo la punta dell’icerberg di una cattiva gestione di un finanziamento pubblico ricevuto ed è in via di approfondimento presso la giunta regionale grazie ad una interrogazione presentata dai consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle.

negozio_chiuso

Da articoli di stampa, si apprende che il 10% del contributo è stato versato al GAL Etruria, e che il progetto sia stato fatto dal comune di Peccioli in collaborazione con il “Consorzio dei produttori Olio delle Colline di Pisa. Il Comune di Peccioli ha anche contribuito economicamente con una spesa di 30.460€.

Il comune di Peccioli ha assegnato la gestione del negozio all’associazione senza scopo di lucro “Produttori di Eatvaldera”, dietro loro richiesta, senza dare evidenza pubblica all’iniziativa e permettere ad eventuali altri produttori interessati di parteciparvi. Inoltre l’assegnazione aveva durata 3 anni e sarebbe scaduta il 31/07/2017, mentre l’attività è stata interrotta il 6/8/2016. Oltretutto vi è un legame diretto tra il consorzio, ovvero soggetto che secondo le notizie di stampa ha partecipato al bando assieme al comune di Peccioli e l’associazione “Produttori di EAT VALDERA” ovvero il soggetto che ha ricevuto l’assegnazione della gestione. Sarà un caso?

Vigileremo attentamente sugli sviluppi di questa vicenda pretendendo che venga fatta chiarezza completa e si accertino tutte le eventuali responsabilità.

La completa assenza di strategia

Siamo di fronte ad una storia che troppo spesso si ripete quando si ha a che fare con i fondi europei, quei fondi che paghiamo con la nostra fiscalità e che dovrebbero servire ad aiutare lo sviluppo del territorio. In questo caso, oltre ad una evidente inadempienza per lo meno del periodo dei 5 anni imposto dal bando, siamo di fronte ad una completa assenza di obiettivi a medio termine della politica, che proviamo a spiegare meglio facendo una proposta alternativa.

prodotti_filiera_corta

Siamo estremamente convinti che il nostro territorio possa esprimere una grande ricchezza nel settore agro-aimentare di eccellenza, convinzione che fin dalla nascita del meetup “amici a 5 stelle Peccioli” abbiamo dimostrato. Per poter monetizzare questa ricchezza esiste una sola strada che è quella della filiera corta, l’unica che può restituire ai produttori il valore aggiunto delle loro merci e garantire alimenti più freschi, più buoni e più sani nella tavola dei consumatori.

Il compito di una amministrazione non è quello di aprire negozi, ma quello di facilitare l’incontro tra domanda ed offerta. Per cui ben venga un bando europeo ma sia utilizzato per recuperare un’area mercato permanente accessibile a tutti i produttori aventi certificazioni o requisiti qualitativi determinati (bandito sicuramente a chi spande fanghi) e fare una comunicazione volta alla crescita culturale della popolazione su questo tema. Questa secondo noi la strada da perseguire. Tra l’altro filiera corta non significa solo cibi migliori e valore aggiunto ai produttori del territorio, ma significa anche meno imballaggi, quindi meno rifiuti e meno emissioni di CO2 sia per quanto riguarda la produzione degli imballi stessi, sia per il trasporto delle merci.

marmellata

Probabilmente non è questo il caso, ma spesso normali argomenti per lo sviluppo di un futuro migliore e più sostenibile, suonano come ‘esotici‘ ai politicanti del passato che si illuminano con idee che gli consentono di tuffare le dita nella marmellata assieme a un loro enturage di conoscenti, per spartirsi qualche soldo o qualche favore, perdendo di vista l’oggetto principale dell’intervento che spesso muore prematuramente o non porta nessun beneficio concreto alla comunità. Ma adesso molti cittadini sono stanchi!

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail