La Regione risponde:

Come illustrato nel precedente articolo, il 6 Agosto 2016 chiudeva ‘per ferie‘ il negozio EAT VALDERA, attività finanziata con oltre 100.000 € di soldi pubblici: 71.897€ provenienti dal metodo Leader del PSR regionale e circa 30.000 da parte del comune di Peccioli.

Nonostante questo investimento, la chiusura definitiva del negozio ad Agosto sembra non aver suscitato nessun interesse nell’amministrazione di Peccioli, tanto che il cartello “Chiuso per ferie dal 6 Agosto” è visibile a tutt’oggi sulla porta esterna del negozio.

A seguito della segnalazione del meetup “amici a 5 stelle Peccioli”, il giorno 1 Dicembre 2016 il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle in Regione Toscana ha depositato una interrogazione in merito alla questione, risvegliando a quel punto l’interesse dell’amministrazione comunale sull’argomento.

La risposta della regione, pervenuta ai consiglieri M5S il giorno 1 Febbraio 2017, parla chiaro: a fronte del contributo del metodo Leader, il comune di Peccioli ha preso l’impegno di tenere aperta l’attività per 5 anni, pertanto o ripristina il servizio quanto prima oppure rende il contributo. (Vedi risposta integrale)

GAL Etruria ha il compito di vigilare sugli obblighi presi dal comune di Peccioli all’atto dell’assegnazione del contributo, sta a questo ente stabilire se il comune è in grado di ripristinare il servizio in maniera imminente, oppure provvedere a recuperare il contributo. La Regione, tramite gli uffici territoriali preposti, ha il compito di verificare la capacità amministrativa e di controllo dei GAL.

Il negozio, ad oggi 11 Febbraio, è ancora chiuso e il tempo del “ci stiamo attivando per” o dei rimpalli di responsabilità è passato, la domanda da fare al nostro comune è ormai diventata semplice: lo riapriamo subito questo negozio o rendiamo i contributi? Ovviamente noi siamo per la prima ipotesi, ma che si faccia al più presto.

La risposta della regione da ragione in pieno ai nostri dubbi sulla non correttezza della chiusura di questa attività, ma non risponde ad un quesito presente nell’interrogazione del M5S: “Conoscere i dettagli di spesa (e chi ne risulti beneficiario, anche in base ad eventuali ulteriori secondi passaggi) dei 71.897,36€ con cui è stato finanziato il progetto”. Come mai? Sono soldi pubblici e la trasparenza è d’obbligo.

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