Sul Tirreno del 30 Novembre leggiamo un bel titolo, il sindaco di Peccioli vuole rivedere le regole dello spandimento fanghi, la cosa ci interessa e andiamo a leggere nel dettaglio. Vedi articolo online.

Ci salta subito all’occhio un inganno semantico: i “fanghi” diventano miracolosamente “compost”. E’ una premessa che non fa ben sperare sul modo con cui il sindaco abbia intenzione di affrontare il problema, ma proviamo a non perderci d’animo e andare avanti con il nostro proposito.

tempo_di_agireIl sindaco si lamenta che “i comuni sono attualmente spettatori” per queste pratiche, dimenticandosi che non è vero, se vuole può raccogliere la nostra mozione per l’inserimento dell’attività di spandimento nel PGT. Questa cosa, che si può fare domani, allontanerebbe anche lo spandimento a 500 metri dalle nostre abitazioni e anche se non risolve definitivamente il problema è già un passo avanti importante. E’ completamente legale e nelle facoltà del comune. A meno che il sindaco non abbia ragioni a noi sconosciute per privilegiare deliberatamente l’attività di spandimento fanghi rispetto a tutte le altre attività economiche, non c’è altra ragione di continuare a fare “lo spettatore”.

Durante l’incontro del 24 Novembre “Dalla terra alla tavola – il ruolo dei comuni” il sindaco di Casciana Terme Lari, Mirko Terreni, anche se dopo mesi di riflessione, ha speso delle parole per prendere questa misura in seria considerazione e siamo contenti sia per i cittadini di questo comune sia per il Meetup locale che da più tempo di noi porta avanti questa proposta di buon senso.

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Visto che Renzo Macelloni non era presente all’incontro, lo invitiamo a vedere il video dell’intervento di Alberto Zolezzi. Egli oltre ad essere una persona di grande competenza, parlamentare in commissione ambiente, già collabora con amministrazioni locali su questi argomenti e possiamo contare anche sulla sua disponibilità.

Ci fa piacere che il sindaco abbia iniziato una trattativa con la Regione per pretendere un ruolo dei comuni più attivo su quest’argomento, ci auguriamo che i comuni dell’Alta Valdera possano fare fronte comune, in modo da rafforzare il messaggio e portare a casa buoni risultati, anche se immaginiamo che questo impieghi del tempo.

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Per recuperare l’immagine del territorio non basta fare propaganda, tra l’altro utilizzando una semantica impropria, i fatti recenti dimostrano che ormai queste cose non funzionano più, sono le azioni concrete che fanno la differenza. Esortiamo ancora una volta Renzo Macelloni a fare propria la nostra mozione e dimostrare con i fatti che non siamo più “spettatori”, ma questo territorio sta realmente reagendo.

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