IL Sindaco in Consiglio Comunale NON LA DICE TUTTA.

Il 14 Novembre il comitato cittadino POP ha depositato in Comune un quesito referendario per permettere alla cittadinanza di esprimere la propria volontà sul realizzare o meno la passerella pedonale di Peccioli e la copertura della piazza di Fabbrica.
Il 28 Novembre, durante il Consiglio Comunale, il Sindaco elude il punto dell’ordine del giorno sull’elezione del Comitato dei Garanti e, con la scusa di voler tutelare proprio i proponenti del referendum chiede tempo (indefinito). Anche Lazzereschi, capogruppo di Peccioli Futura, ribadisce la versione del Sindaco. Ma questa versione nasconde un’altra cosa.

Cosa nascondeva il Sindaco?

Il Sindaco omette di dire in Consiglio Comunale ciò che era stato prodotto in Comune sull’argomento a posteriori del 14 Novembre:
Il 22 Novembre 2017, L’architetto Antonio Cortese emette la Determinazione N. 279 per indire la gara di appalto per la copertura di Fabbrica.
Il 24 Novembre 2017, sempre L’architetto Cortese emette le Determinazioni N. 284 e 285 per indire la gara di appalto della passerella pedonale di Peccioli.
Il 27 Novembre 2017 viene pubblicato nel portale telematico della Regione Toscana la gara per la passerella con scadenza per la presentazione delle offerte al 13 Dicembre 2017.
Il 1 Dicembre 2017 (data posteriori al consiglio ma evidentemente già deciso dal 22/11) viene pubblicato nel portale telematico della Regione Toscana la gara per la copertura della piazza di Fabbrica con scadenza per la presentazione delle offerte al 17 Dicembre 2017.

Il portale delle gare della Regione Toscana

Il Sindaco vuole quindi cercare di andare avanti con i lavori più velocemente possibile e rallentare più possibile l’iter del referendum. Per far questo ricorrono ai mezzi subdoli di dichiarare una cosa e poi farne un’altra in modo più nascosto possibile.

Una azione CONTRO la democrazia

Questo comportamento danneggia in primo luogo un processo democratico, un legittimo percorso di partecipazione fortemente voluto dai cittadini di Peccioli che da tempo provano con vari mezzi a chiedere ad una amministrazione completamente sorda, fino al punto di depositare la richiesta di referendum abrogativo il 14 Novembre.
A seguito della regolare presentazione del quesito referendario, un Sindaco ed una Giunta responsabili avrebbero dovuto per prima cosa fermare l’emanazione di qualsiasi atto inerente le opere soggette a referendum fino a quando l’iter dello stesso non fosse stato esaurito.
Questo non solo per correttezza istituzionale e rispetto verso tutti i cittadini, ma anche per evitare sperperi di denari pubblici nel caso in cui il referendum avesse luogo e venisse vinto dai proponenti.
A nostro avviso ci sono gli estremi per ricorrere alla autorità competente per fermare questo modo di fare che danneggia i diritti dei cittadini e che rischia di danneggiare pure le casse comunali e ci auguriamo che i cittadini lo facciano quanto prima, noi li appoggeremo.

Quanto rispetto per i propri cittadini?

Ci domandiamo come sia possibile che un Sindaco, sopratutto di una comunità così piccola, possa comportarsi in questo modo con i propri cittadini. Raccontare di aver bisogno di tempo per “tutelare chi propone il referendum” e contemporaneamente permettere ai propri dirigenti di emanare i bandi di gara per circa due milioni di euro proprio su queste opere oggetto di richiesta di referendum abrogativo. A voi il giudizio.

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