Un grande successo per gli organizzatori del convegno

sala_1

Sala piena ieri sera per parlare di strategia rifiuti zero a Peccioli. Si ringraziano tutti i partecipaniti ed i relatori intervenuti.

L’Alta Valdera è il fanalino di coda in Toscana per la raccolta differenziata, con una media di differenziato del 25% ben al di sotto della media toscana di circa il 50% che è sempre al di sotto degli obiettivi di legge. I rifiuti diminuiscono, ma la tassa che grava sui cittadini aumenta. Per il bacino dei 6 comuni dell’alta Valdera (Lajatico, Chianni, Terricciola, Capannoli, Peccioli, Palaia) che contano 23.000 abitanti, la spesa è di oltre 2.800.000 €, con un aumento di 400.000 € rispetto all’anno precedente ed i costi dello smaltimento in discarica rappresentano una parte importante della tariffa.

Le amministrazioni locali, sia a livello comunale, sia regionale, disattendono qualsiasi direttiva non solo europea, ma anche ministeriale in tema di rifiuti. I consorzi di servizio aumentano i costi e tolgono agli enti preposti (i comuni) la gestione di questa importante attività, ad esempio nell’ATO Toscana Sud già operativa i costi sono lievitati del 20%. Inoltre non c’è un euro di investimento verso la prevenzione al rifiuto e si punta ancora a far soldi con gli impianti di incenerimento e con le discariche che ormai sono classificate anche dall’unione europea, come ‘ultima spiaggia’ da utilizzare nella gestione del ciclo del rifiuto.

Una Toscana che crea consorzi di gestione probabilmente incostituzionali (è pendente al TAR il ricorso per incostituzionalità dell’ATO costa promosso da Nogarin, sindaco a 5 stelle di livorno) e che boccia in consiglio regionale la mozione rifiuti zero dei 5 stelle perchè vuole usare regole proprie per proteggere gli interessi che ci sono dietro a questo settore milionario. La Toscana che purtroppo ha il primato di aver fatto nascere l’ecomafia che parte da Arezzo, come spiegato dal relatore Renato Scalia del centro studi Vigna.

La buona scuola di Renzi mette a rischio anche i processi educativi volti ad una maggiore sensibilizzazione ad avere comportamenti più sostenibili a causa dell’introduzione di sponsor privati, che possono essere multinazionali, che hanno il potere di interferire con i piani educativi. Il gruppo cultura del M5S Toscana sta lavorando ad un progetto da poter proporre nelle scuole e che saremo ben lieti di proporlo anche alle nostre amministrazioni una volta messo a punto.

L’economia circolare, che non vede più il rifiuto come una materia prima da bruciare o sotterrare ma come una risorsa d sfruttare unitamente ad un’educazione maggiore e a leggi che favoriscano l’attuazione di una strategia rifiuti zero non solo faranno bene all’ambiente ma produrranno anche maggiori posti di lavoro.

relatori

I problemi sulla sede del convegno:

La sede originale del convegno, il centro polivalente, era stato assegnato dal Comune con atto amministrativo del 11 Novembre 2015. Negli ultimi 10 giorni ci sono stati atti informali da parte dell’Amministrazione per impedire l’accesso ai locali che ha creato un braccio di ferro tra il gruppo “amici a 5 stelle” e l’amministrazione che si è risolto la mattina del 22 Gennaio grazie all’intervento della Questura di Pisa, che ringraziamo, e dal fatto che da entrambe le parti in causa alla fine è prevalsa la ragionevolezza di voler trovare una sede dove accogliere i cittadini che avrebbero partecipato.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail