Dalla nostra analisi emerge che con l’aumento TARI 2015 vince Belvedere s.p.a. e perdono le casse Comunali, i cittadini e gli esercenti di Peccioli.

Cos’è la TARI?

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La TARI è la tassa sui rifiuti, una delle maggiori voci dei bilanci comunali. E’ un giro milionario che drena molti soldi dei cittadini, innescato dal fatto che vengono prodotti rifiuti che devono essere smaltiti.

Gli oneri che i cittadini devono pagare e che mediamente sono aumentati e stanno aumentando in tutta Italia, sono dovuti essenzialmente a due fattori:

Primo fattore:

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La legge n. 147 del 27/12/2013 emanata da questo governo, all’art. 654 stabilisce che la TARI copra integralmente tutti i costi di gestione del servizio. Quindi un’amministrazione comunale, per rispettare la legge e non incorrere in procedure per danno erariale deve far pagare ai cittadini il 100% di questi costi, anche se avesse risorse economiche per non farlo.

Questo è un effetto dei tagli del governo verso gli enti locali per giustificare gli slogan “non abbiamo aumentato le tasse”, situazione denunciata dai parlamentari del M5S da sempre.

Secondo fattore:

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Il secondo fattore è influenzato dal conflitto di interessi che si è innescato tra le amministrazioni comunali e le società che gestiscono la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti poiché le prime hanno quote di partecipazione nelle altre e devono scegliere tra tutelare i propri cittadini e garantire utili alle società da loro partecipate.

L’amministrazione paga il gestore secondo un piano economico finanziario (PEF) basato su dati forniti dallo stesso, dove il rifiuto raccolto sono nella maggior parte stime basate sul volume dei contenitori da svuotare, su una percentuale di riempimento e un peso specifico ipotetico del materiale. Anche quando i contenitori sono semivuoti contano sempre come pieni.

In molti casi il comune non possiede organi di controllo e nessun dato che abbia provenienza diversa dal gestore, ovvero quest’ultimo stabilisce i prezzi e si controlla da solo.

La TARI a Peccioli:

A Peccioli i servizi relativi all’igiene urbana sono espletati dal Comune, dall’Unione Valdera, dalla società Belvedere e dalla cooperativa Arca, come illustra la tabella 1 del PEF 2014. Belvedere è una società per azioni con circa il 64% di partecipazione del Comune. Arca è una cooperativa che si occupa di Facility Management e Servizi Ambientali aderente a legacoop.

tabella_1
Tabella 1 PEF 2014 – Servizi. (clicca per ingrandire)

Le cifre relative al costo complessivo del tributo di Peccioli sono riportate nella tabella seguente:

Anno Costo complessivo TARI Incremento TARI anno precedente Fonte
2014 € 305.020,22 Delib. cc n. 15 del 30/4/2014
2015 € 439.150,88 + 44% Delib. cc n. 16 del 15/6/2015

Il costo complessivo della TARI è dato da due macro categorie: costi fissi e costi variabili, come esemplificato nella seguente tabella:

Costi variabili 2014 2015 Differenza Operatore
CRT Trasporto rifiuto indifferenziato € 122.753,15 € 102.257,00 -17% Comune
Unione
CTS Smaltimento rifiuto indifferenziato € 50.000,00 € 202.000,00 + 304% Belvedere
CRD Trasporto rifiuto differenziato € 35.620,00 € 32.000,00 -10% Unione
CTR Trattamento e riciclo differenziati 0 0 ?
TOTALE COSTI VARIABILI € 208.373,15 € 336.257,00 +61%
Costi fissi 2014 2015 Differenza Operatore
CGG Costi generali di gestione € 66.901,94 € 66.900,12 ?
CCD Costi comuni diversi € 27.100,00 0 ?
AC Altri costi 0 € 9.573,31 ?
CARC Corso riscossione/contenziosi € 1.145,13 € 26.420,76 ?
CK Costo di uso capitale € 1.500,00 0 ?
CSL Spazzamento e lavaggio strade 0 0 ?
TOTALE COSTI FISSI € 96.647,07 € 102.894,19 + 6%
TOTALE COSTO TARI € 305.020,22 € 439.151,19 + 44%

Dalle nostre ricerche, emerge che nel 2014, l’amministrazione comunale ha agevolato le tariffe della TARI ai cittadini di Peccioli, perché il costo dello smaltimento del rifiuto indifferenziato in discarica (CTS) era pari a circa 25€ a tonnellata.

Nel 2015 le cose cambiano, non per effetto della legge 147/2013, ma a causa dell’incremento del +304% del costo di smaltimento (CTS) nella discarica di Legoli che passa a circa 95€ a tonnellata, che è un prezzo di mercato.

discarica_350E’ opinione diffusa tra i cittadini di Peccioli che, a fronte del disagio causato dall’impianto di Legoli, ci siano sconti sulla tariffa di smaltimento dei rifiuti. Dai nostri dati risulta che quest’opinione è sostenuta dalle cifre nel 2014, ma nel 2015 l’incantesimo si è rotto e questo non è più vero.

Quindi dal 2015 compreso, i cittadini di Peccioli non godranno più di nessun beneficio sulla TARI dovuto al fatto di possedere l’azienda che gestisce la discarica e pagheranno lo smaltimento come tutti gli altri.

In particolare dal 2014 al 2015 rileviamo:

  • Aumento del 7% di rifiuti prodotti (circa + 180 tonnellate)
  • Aumento dei costi fissi di gestione del 6% (circa +6.000 €)
  • Aumento dei costi variabili (trasporto + smaltimento) del 61% (circa + 127.000 €)

Da notare che, nonostante l’aumento della quantità del rifiuto da smaltire, nella parte dei costi variabili c’è stata una diminuzione dei costi di trasporto (circa -24.000 €) che però non hanno calmierato l’aumento del 304% del costo di smaltimento (circa +152.000 €) che passa quindi da 50.000 € a 202.000 €.

Precisiamo che per l’anno 2015 abbiamo dovuto calcolare la quantità smaltita in discarica basandoci su rapporto rifiuti differenziati/indifferenziati dell’anno precedente dichiarati sul PEF 2014 in quanto sulla delibera 2015 non abbiamo trovato questa indicazione.

Ciascun cittadino pecciolese è libero di pensare se sia giusto o meno pagare un prezzo di mercato per smaltire i propri rifiuti, sicuramente se questa è la linea politica si aprono altri scenari, che l’amministrazione al momento non sembra prendere in considerazione ovvero aprirsi a politiche serie sulla comprovata convenienza a differenziare la raccolta dei rifiuti che, oltre a fare bene all’ambiente, rispetta la legge ed evita di ingrassare le casse di Belvedere a spese della TARI dei cittadini.

Peccioli è un fanalino di coda nella raccolta differenziata, con circa il 25% di differenziato, ben al disotto degli obbiettivi previsti dal d.lgs. n. 152/2006 e dalla legge 27 dicembre 2006, n. 296, illustrati nel grafico seguente:

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Rapporto RD/RSU – Fonte: Agenzia Regionale Recupero Risorse

tassePer questo motivo Peccioli paga il massimo costo a tonnellata per l’ecotassa dovuta per i rifiuti conferiti in discarica che se fino all’anno passato era l’unico costo di smaltimento oggi abbiamo visto non essere più così, l’Amministrazione ha deciso che i cittadini di Peccioli proprietari della Belvedere per il 64%, non hanno più trattamenti speciali sulla TARI a fronte del disagio ambientale ma dovranno pagare anch’essi un prezzo di mercato per lo smaltimento. Inoltre, iI tributo 2015 impoverisce anche le casse comunali. Infatti, a fronte di circa 180 tonnellate in più di rifiuto trasportato, sono stati sottratti circa 24.000 € ai costi di trasporto che sono a carico del Comune e dell’Unione Valdera.

Con l’operazione TARI del 2015 si impoveriscono le tasche dei cittadini (aumento del 44% TARI), si impoverisce il servizio di trasporto comunale (diminuzione del 15% degli introiti per trasporto) e si ingrassano quelle di Belvedere spa (+304% costi per lo smaltimento). La legge 147/2013 che impone il recupero del 100% della tariffa è ininfluente poiché era in vigore anche nel 2014.

Per completezza di analisi, abbiamo verificato quanta parte dei ricavi di Belvedere tornano al comune sotto forma di utili. Dai parametri estratti dal bilancio 2014, possiamo stimare che dei 150.000 € pagati in più a Belvedere per lo smaltimento dei rifiuti pecciolesi ne tornino nelle casse comunali sotto forma di utili circa 10.000 €.

Le soluzioni:

Non possiamo aspettarci che la soluzione arrivi da una classe politica che condivide interessi milionari con chi lavora nel settore di raccolta e smaltimento rifiuti.

In primo luogo c’è da comprendere che il miglior rifiuto da smaltire è quello che non viene prodotto e migliorare i nostri comportamenti come singoli cittadini per produrre meno rifiuti è il primo passo da compiere. Purtroppo sul punto di “informazione e sensibilizzazione” l’investimento che l’amministrazione pianifica è uguale a zero, come illustra la tabella 1 del PEF.

rifiuti zero

In secondo luogo L’amministrazione comunale, se lo volesse, potrebbe fare molto, come ad esempio utilizzare un gestore che possa far pagare una tariffa puntuale, ovvero basata sull’effettivo peso conferito e non sui metri quadri della propria abitazione, quindi premiare i comportamenti virtuosi e spingere molto sulla raccolta differenziata che non significa necessariamente porta a porta. Molte amministrazioni dovrebbero considerare l’opportunità di controllare anziché limitarsi a partecipare le aziende che fanno business con i rifiuti, in questo modo avremo dei dati realistici sulla quantità di rifiuti prodotti e la necessità di impianti di smaltimento diminuirebbe, diminuendo di conseguenza i rischi per la salute e il degrado del nostro territorio prevalentemente a vocazione agricolo-turistica.

Per tutto questo pensiamo che non ci sia altra alternativa di portare a governare persone interessate al bene comune e che non rispondano più agli interessi di poche lobby e che non siano interessati a farlo non appena raggiunte le stanze dei bottoni.

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